In origine fu il Verdi Foot Ball Club. La società, fondata il 27 luglio 1913 a Parma, in omaggio alle celebrazioni del primo centenario di uno dei più grandi maestri della musica mondiale, diventerà solo il 16 dicembre dello stesso anno quel Parma Foot Ball Club che, dopo numerose vicissitudini, conosciamo oggi. Un nuovo battesimo (oggi quelli bravi lo chiamerebbero “rebranding”) che diede inizio alla storia della società emiliana. Una storia che domenica ha aggiunto un altro importante tassello. Dalle celebrazioni di Verdi che ne ispirarono i primi natali, infatti, stavolta i festeggiamenti hanno riguardato proprio il Parma, con le prime cento candeline da spegnere. Per farlo la società ha scelto un modo molto particolare, facendo ricomparire sul rettangolo verde le prime divise ufficiali dei…crociati. Un appellativo, entrato ormai nel lessico comune, dovuto proprio a quella maglia che i dirigenti, Ugo Betti e Torquato Rossini, e i giocatori di allora decisero di adottare nel dopoguerra. Una divisa unica e austera, probabilmente “figlia” dei drammatici retaggi della guerra, con due soli colori: una grande croce nera su sfondo bianco. Ma il Parma di Ghirardi, per le celebrazioni di domenica, ha fatto anche di più. Non bastava, infatti riprodurre “semplicemente” la grafica dell’epoca: per rendere più storico e solenne il momento, è ricomparso anche lo stesso tessuto – la lana merinos – e con la complicità degli sponsor sono scomparsi tutti i possibili rimandi alla modernità. Una grande operazione a cui sono mancati solo i tre punti contro il Cagliari. I sardi hanno venduto cara la pelle e rischiato anche di vincere il match, salvo poi accontentarsi dello 0-0. Agli emiliani sono rimaste le recriminazioni per un mancato rigore concesso a Lucarelli, per una vistosa trattenuta sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Un intervento talmente evidente da strappare la divisa e costringere il capitano gialloblù a chiudere la gara con una manica in meno. Quella maglia, divenuta così ancora più storica e preziosa (diremmo quasi epocale!), oggi è all’asta per Etwoo.

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